Frisbee: etimologia e storia

Siamo alla fine degli anni Cinquanta, in una tranquilla cittadina della provincia americana dove due coniugi gestiscono una pasticceria.

Cercando un espediente per facilitare il trasporto delle torte, il titolare pensò di mettere al di sotto delle stesse un disco rigido di plastica. I ragazzi che lavoravano nella pasticceria gradirono molto l’idea, al punto di occupare i tempi morti della giornata lanciandosi i dischi per le torte. Non lontano dalla cittadina si trova il campus dell’università di Yale, e alcuni studenti frequentatori del locale trovarono decisamente originale quel gioco e iniziarono a lanciarsi i dischi, residuo delle loro scorpacciate, nel campus dell’università e ogni volta che uno di loro riusciva a catturare il disco lanciato prima che toccasse terra gridavano “Frisbie”, dal nome della pasticceria, che venne presto storpiato in FRISBEE.

Oggi il frisbee non è più soltanto un gioco, ma uno sport vero e proprio con le sue regole, la sua federazione e i suoi campionati e grazie alla rete, che ha dato la possibilità ai neofiti di entrare in contatto con i maestri americani, sta avendo un crescente successo anche in Europa.

Due sono le specialità principali : il freestyle e l’ultimate.

La prima è una prova di stile, dove squadre composte da due o tre giocatori eseguono lanci, prese e trovate coreografiche con accompagnamento musicale e viene attribuito loro un punteggio, un po’ come avviene nel pattinaggio artistico o nella ginnastica.

La seconda è una partita tra due squadre composte da tredici giocatori a testa, che si sfidano su un campo di 60-70 metri di lunghezza con regole simili al football americano, ma senza poter correre con il frisbee in mano. L’ultimate ha seguito e successo impensabili in paesi come gli Stati Uniti, l’Australia e la Gran Bretagna.

I dischi sono ovviamente diversi per peso, diametro e disegno a seconda della specialità e del campo di gara. I freestylers usano anche alcuni accorgimenti particolari per limitare l’attrito del frisbee sulla mano, come il silicone spray che viene spruzzato su entrambe le facce del disco e le unghie posticce in resina per impedire il contatto con i polpastrelli, che frenerebbero il movimento rotatorio del frisbee.

I giocatori più famosi partecipano a tutti i più importanti tornei, pur non essendo professionisti. Anche in Italia abbiamo uno degli appuntamenti principali della disciplina, che si svolge annualmente a Rimini, una delle capitali del frisbee di casa nostra : il “Paganello – The beach ultimate experience”.