La storia della squadra
Il Cotarica nasce nei primi anni ‘80 per iniziativa di Claudio “Clay” Collerà e Fabrizio “Bibo” Rosa, autentici padri fondatori dell’Ultimate riminese e italiano.
La squadra assume una struttura e un’identità solida e definita intorno al 1987, quando, al nucleo originario di cui fanno parte anche Raffaele “Lele” Balducci, Andrea “Baldo” Balducci, Filippo “Nippo” Fiorani e Giuseppe “Bappo” Carpi, si aggiungono giovani giocatori tra cui: Gabriele “Brighel” Giacomini, Gian Pietro “Jumpi” Miscione, Mario “Mimmo” Benzi, Floriano “Fofo” Ugolini, Fabrizio “Faber” Ugolini e Michele “Mick” Mengucci.
Il Cota comincia a partecipare a competizioni internazionali e nazionali, aggiudicandosi nel 1988 il titolo di Campione d’Italia, ponendo fine al dominio milanese; da quell’anno in poi, i riminesi rimarranno sempre al vertice dell’Ultimate italiano. Le prime esperienze internazionali vedono il Cota prendere subito parte a tornei di primaria importanza, tra cui Rotterdam e i Mondiali per club, entrambi nel ‘89, e cogliere risultati prestigiosi (il Cota è campione a Milano ‘89 e ‘90 e secondo a Ginevra ‘89). Da ricordare anche il notevole contributo in termini di giocatori alla Nazionale che giunge undicesima ai Mondiali del ‘88, aggiudicandosi il premio dello Spirito del Gioco. Il Cota si afferma immediatamente come realtà importante e stabile in un panorama europeo a cui l’Italia si affaccia proprio in quegli anni. Il gioco del Cota ruota ancora per gran parte intorno agli “anziani” del gruppo, atleti di valore europeo, tra i pionieri dell’Ultimate in Europa, che possiedono eccellenti qualità tecniche. E’ la situazione tipica di molte squadre che vanno formandosi attorno a un ristretto nucleo di bravi giocatori, affiancati da giovani ancora inesperti. I giovani del Cota garantiscono però un apporto sempre più decisivo, prima dal punto di vista atletico e poi anche tattico e tecnico. Il Cota cresce in fretta.
I primi anni ‘90 sono però per i riminesi difficili anni di transizione: un ricambio generazionale, a volte doloroso e faticoso, frena in parte la crescita della squadra che non riesce a fare quel salto di qualità che i risultati degli anni precedenti lasciavano prevedere. Nonostante ciò, anche grazie all’arrivo di giocatori che faranno la storia del Cota, quali: Giuliano “Mano” Zavattini, “Simon” Marussi, Massimiliano “Maci” Gugnali, Eugenio “Gegè” Festa, Massimo “Airone” Leardini e il saggio “Charlie”, il Cota continua a conquistare trofei (Insbruck ‘91 e ‘93, Bologna ‘93 e la prima edizione del Paganello, nel ‘91) e a partecipare a competizioni di alto livello, tra cui i Mondiali per club a Toronto (‘91).
La prima metà degli anni ‘90 è anche un periodo in cui l’Ultimate cresce molto velocemente. Il numero di squadre aumenta senza sosta, così come la competizione, ed è sempre più difficile rimanere ai vertici. L’Ultimate cresce anche come sport: la tattica e la strategia acquistano sempre più importanza, tanto che non si può più prescinderne; non è più sufficiente avere pochi buoni giocatori affiancati da qualche “corridore”, ma occorre una rosa ampia, tanto affiatamento e automatismi tattici, frutto di allenamenti mirati e attenti. Gli avversari del Cota negli anni ‘90 si chiamano soprattutto: Mir San Mir Monaco e Groove Connection Vienna. Nei classici tornei di Milano, Ginevra, Rimini, ma anche in Olanda o a Monaco, sono spesso queste tre squadre ad affrontarsi nelle partite decisive che si trasformano puntualmente in spettacolari battaglie. In quel tempo si forma l’esperienza e prende corpo l’eccellente organizzazione di squadra del Cota Rica, vera arma vincente di una formazione che difficilmente può competere con gli avversari sotto il profilo atletico o della potenza fisica, ma che sicuramente è tra le migliori nel “dare ritmo” alla gara con il suo gioco prettamente tattico.
Gli anni che vanno dal ‘94 al ‘97 sono però avari di soddisfazioni e i riminesi raramente riescono ad aggiudicarsi titoli importanti, nonostante una brillante serie di piazzamenti; la vittoria finale troppo spesso sfugge al Cota Rica per un soffio. Sono tuttavia anni molto importanti per l’arrivo di una folta schiera di nuovi giocatori che consente di perfezionare e completare la struttura della squadra. Le eccellenti doti atletiche dei nuovi arrivati: Samuele “Semmi” Unnei, Giorgio “Giò” Palladino, Maurizio “Mauri” Palladino, Giacomo “Peldi” Guilizzoni, Andrea “Rambo” Ramberti, Marco “Frappa” Fravisini, Massimo “Max” Morri, Antonio “Condor” Bavia e “Fabio” Gradara, si sposano infatti alla perfezione con i progressi tattici e la raggiunta maturità del nucleo storico della squadra. Il Cota è pronto a cogliere i meritati frutti di anni di allenamenti e sacrifici: le vittorie di Bologna ‘97 e ‘98 e soprattutto Ginevra ‘98 e Monaco ‘98 portano il Cota nella ristretta cerchia delle grandi squadre d’Europa. I successi di Milano 2000 e Ginevra 2000 e 2001 non fanno altro che confermare l’alto livello raggiunto del Cota Rica che sempre nel 2001 si aggiudica anche il titolo nazionale di Beach-Ultimate alla sua prima edizione. Il valore di questi recenti risultati è particolarmente importante, anche alla luce dell’accresciuto numero di squadre di alto livello in grado di vincere ogni torneo, tra cui Feldrenner Mainz e Flying Angels Berna. Il numero di nazioni in cui si pratica l’Ultimate è infatti decisamente aumentato negli ultimi anni e in paesi come la Gran Bretagna il numero di squadre è arrivato a oltre 300 unità e continua a crescere. Arrivare primi oggi è molto più difficile di qualche anno fa ed il Cota è a pieno titolo tra le protagoniste dell’Ultimate europeo. La forza dei riminesi nasce soprattutto da una lunga esperienza e da un eccellente acume tattico: il gioco del Cota è del tutto particolare, basato su una fitta rete di passaggi orizzontali tesi a mantenere il controllo del disco e attendere il momento più propizio per affondare verso la meta, cambiando improvvisamente il ritmo dell’azione. Un gioco forse non molto spettacolare, ma terribilmente efficace e comunque apprezzato da chi ama la strategia e la tattica nello sport. Questo tipo di schema, che richiede notevole sicurezza e capacità di controllare la gara, molto bene si adatta all’Ultimate da spiaggia, il Beach-Ultimate.
Ed è infatti proprio al Paganello, il più grande e prestigioso torneo di Beach-Ultimate organizzato ogni anno a Rimini, che il Cota ottiene altre grandi soddisfazioni, tra cui spicca senza dubbio l’eccellente terzo posto del 2002, prima squadra europea in una competizione di livello mondiale. L’Ultimate continua a crescere, anche e soprattutto in Italia; per rimanere protagonisti è necessario lavorare sempre più e rinnovarsi in continuazione. Alcuni giocatori “storici” si sono ritirati, altri non possono più essere al top della forma fisica dopo oltre 15 anni di attività, ma il Cota attuale si è rinfoltito ancora una volta con altri validi elementi, come “Alian” Schiavoncini, Cristiano “Cri” Da Rugna ed Enrico “Moro” Moretti, e soprattutto con tanti giovani giocatori, come Michele “Michelino” Zaccaria, Gianluca “Luca” Festa, Jacopo “Apo” Del Prete, Andrea “Gugno” Gugnali, Giulio “Julio” Serafini, Francesco “Simba” Giorgetti, “Enea” Righetti, Filippo “Lillo” Cerami e Luca “Shoulder” Scorsone.
E’ forse il periodo con la più ampia partecipazione all’attività frisbistica riminese. Un periodo in cui si manifesta la volontà di spingere affinchè l’Ultimate diventi uno sport praticato da molti. E’ in quest’ottica che la Libera Società Del Frisbee organizza, all’interno degli istituti scolastici superiori, corsi volti a far conoscere la passione e il coinvolgimento con cui pratichiamo questo sport. I risultati non tardano a venire e nel giro di due anni arrivano a bussare alle porte delle nostre squadre un gran numero di nuovi e talentuosi giovani: Andrea “Bascu” Bascucci, Andrea “Sgav” Gavelli, Andrea “Ciav” Ciavatti, Davide “Dede” Silvestrini, Emanuele “Lele” Mezzaluna, Giacomo “Paddy” Padovani, Giacomo “Jack” Acquaviva, Michele “MikCernin” Cerni, “Maicol” Mini, “Milos” Macrhioni. Improvvisamente e fortunatamente diventiamo tanti, troppi per un unica compagine e per tanta voglia di giocare e stare insieme.
E’ in questo periodo che la Libera Società del Frisbee vede il nascere, accanto al Cotarica, i fratelli degli Scadour. Già formatisi come squadra coed, gli Scadour aggregano alcuni dei vecchi e storici componenti del Cota (Gegè e Airo in primis) ed iniziano per qualche anno una parentesi sportiva separata, ma altrettanto prestigiosa. Ma torniamo al Cotarica.
I giovanissimi sono acerbi ma scalpitano e lo fanno nel migliore dei modi proprio al loro esordio. Paganello 2005. Il Cota porta a casa un titolo che molti avevano solo sognato. Un torneo tanto grande e competitivo da rendere impossibile qualsiasi velleità. Ripetere il terzo posto del 2002 era praticamente impossibile, pensare che potesse arrivare il giorno della vittoria nel torneo di casa e che a conseguirla fossero, accanto a tanti senatori, questi pivellini al loro primo torneo internazionale proprio non era prevedibili. Capire come sia potuto accadere è inutile ma sicuramente quella magia è stata grandissima per chi l’ha vissuta sul campo e per i tanti che hanno avuto il privilegio di viverla sugli spalti.
Da quel giorno il Cotarica ha imboccato una nuova strada. Fatta di tante altre soddisfazioni ma fatta sopratutto di un futuro roseo che questi nuovi giovani stanno concretizzando di torneo in torneo accanto ai mitici Maci, Simon, Semmi, Giorgio, Brighel. Il 5° posto nella Champion’s League 2006 (Firenze) sembra essere il nuovo apice, il più alto apice raggiungibile, mai più nella storia del Cota capiterà di essere tra le prime otto squadre di tutt’Europa in un torneo di così alto livello. E invece …… il 2007 ci regala un nuovo traguardo e sopratutto un altro ineguagliabile risultato: alla vittoria del Burla 2007 (Viareggio) fa seguito un 3° posto nella Champion’s League 2007 . I nostri “straripanti pivellini” portano a casa un medaglia di bronzo pesantissima per il livello di gioco raggiunto e per le capacità tecniche espresse. Si, ci sono i soliti senatori (peraltro molti meno che in passato, mancano Semmi, Giorgio, Simon) ma adesso più che mai c’è un foltissimo gruppo di giovani eredi che, anche soli, asfaltano già la strada del nostro e loro futuro.
Il Cotarica è una delle pochissime formazioni in Europa che può vantare una storia continuativa così lunga e ricca di successi. Dopo oltre ven’anni di ininterrotta attività ai massimi livelli, di partecipazioni a tutti i più prestigiosi tornei europei e mondiali, dopo vittorie e premi per lo Spirito del Gioco raccolti ovunque, il Cota si prepara ad affrontare nuove sfide e un nuovo futuro di questo magnifico sport.

